Dove effettuare la sepoltura?
A chi non è capitato di sentir qualcuno dire, un po' per scherzo un po' per esorcizzare l'evento, di volere essere seppellito, dopo la morte, ai piedi di un albero? Naturalmente ciò non è possibile e chiunque aspiri a trascorrere l'eterno riposo cullato dalle fronde, dovrà, per ovvi motivi di ordine igienico-sanitario, rassegnarsi a essere sepolto, come tutti i comuni mortali, in un cimitero. Fra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo, infatti, vi fu una grossa rivoluzione nel modo di seppellire i defunti per effetto di alcune leggi promulgate in Francia (si ricordi per tutte l'editto di Saint Cloud del 1804 che rese legale l'incinerazione e che ispirò I Sepolcri del Foscolo). Secondo queste normative, recepite poi dalla legislazione di vari paesi europei, i cimiteri, che prima erano soggetti alla giurisdizione ecclesiastica e la sepoltura, per gli appartenenti al clero o alla nobiltà o comunque alle classi agiate, poteva avvenire in aree privilegiate come le chiese, dovevano trovare la loro collocazione al di fuori della cinta urbana o comunque in luoghi appositamente destinati e attrezzati allo scopo. La sepoltura può avvenire per inumazione o per tumulazione. L'inumazione consiste nel seppellire il corpo in una fossa scavata nella nuda terra, la quale, al fine di recuperare lo spazio, verrà riaperta dopo un periodo minimo di dieci anni e i resti raccolti per una nuova e definitiva sepoltura in un ossarino. La tumulazione prevede, invece, la collocazione del corpo in apposti spazi ricavati in opere murarie (nicchie, loculi, cappelle, ecc.) che, di norma, vengono dati in concessione per un periodo non superiore ai trenta anni.